Ammodernare o sostituire l’ascensore? Come decidere?
L’ascensore ha trent’anni, consuma molto, si ferma spesso e le spese crescono: in assemblea qualcuno propone di cambiarlo, qualcun altro chiede se non basti ripararlo. È la domanda che si pongono i condòmini, chi amministra e chi ha una villetta con ascensore o piattaforma elevatrice idraulica. La risposta non è «tutto nuovo o niente»: se l’impianto è idraulico esiste una terza strada, il retrofit, cioè l’ammodernamento dell’impianto esistente.
Enerlift S.r.l. è una ESCo – società di servizi energetici – certificata UNI CEI 11352 e interviene su ascensori e piattaforme elevatrici idrauliche esistenti con EcoAlfa®, il sistema di bilanciamento fluidodinamico coperto da brevetto europeo di titolarità Enerlift. Il retrofit EcoAlfa riduce del 50% i consumi elettrici dell’ascensore: è il valore misurato sull’impianto di riferimento, che è passato dalla classe E alla classe A della norma VDI 4707 a portata e velocità di cabina invariate. I lavori durano due giorni, sull’impianto esistente e senza opere edili nel vano.
Ammodernare o sostituire? Le due strade a confronto
Con il retrofit si interviene sul gruppo di azionamento idraulico – pompa, motore, centralina – e, se l’impianto lo richiede, su altri componenti come quadro di manovra, illuminazione o porte, mantenendo vano, cabina e struttura: l’ascensore resta lo stesso, con la stessa portata e la stessa velocità, ma con componenti di nuova generazione. Con la sostituzione si installa un impianto nuovo completo, di norma con opere edili sul vano, settimane di cantiere e un costo molte volte superiore.
Il retrofit EcoAlfa ha tre vantaggi pratici: l’ascensore non si cambia; i lavori durano due giorni, perché EcoAlfa interviene sull’azionamento senza toccare cabina, porte e guide; il risparmio è doppio, sull’energia e sul costo dell’opera, perché la struttura resta quella esistente.
| Aspetto | Retrofit EcoAlfa | Sostituzione completa |
| Cosa resta | Vano, cabina, porte, guide e struttura | Di norma solo il vano, spesso da adeguare |
| Consumi elettrici | −50% (impianto di riferimento) | Dipendono dall’impianto scelto |
| Classe VDI 4707 | Da E ad A (impianto di riferimento) | Dipende dall’impianto scelto |
| Durata dei lavori | Due giorni | Settimane di cantiere |
| Opere edili sul vano | Nessuna | Frequenti: testata, fossa, porte |
| Norme di riferimento | UNI 10411-2 o 10411-12:2024; D.M. 37/2008; D.P.R. 162/1999 | Direttiva 2014/33/UE; UNI EN 81-20 e 81-50 (81-21 negli edifici esistenti) |
| Costo | Mirato ai componenti da aggiornare | Molte volte superiore |
Perché la sostituzione costa molto di più
La differenza di costo non nasce soltanto dal prezzo dei componenti, ma soprattutto dalle regole che si applicano. Un impianto nuovo deve soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza della Direttiva 2014/33/UE, recepita con il D.P.R. 23/2017 che ha modificato il D.P.R. 162/1999; la via ordinaria per dimostrarlo sono le norme armonizzate UNI EN 81-20 e UNI EN 81-50. In un edificio costruito trent’anni fa questo comporta spesso opere sul vano – testata, fossa, spazi di sicurezza, porte – che sono la voce di spesa principale e la causa delle settimane di fermo. La UNI EN 81-21 ammette soluzioni alternative quando l’edificio esistente non consente di rispettare quegli spazi, ma l’impianto resta nuovo, con i costi di un impianto nuovo.
Una modifica a un impianto esistente segue invece la serie UNI 10411: la UNI 10411-2:2024 per gli ascensori idraulici installati prima della Direttiva Ascensori e la UNI 10411-12:2024, che ha sostituito le parti 4 e 6 ritirate, per quelli già conformi alla Direttiva. Queste norme consentono di adeguare l’impianto sui punti interessati dalla modifica, senza rifare ciò che non va rifatto. Per migliorare la sicurezza degli impianti esistenti il riferimento è la UNI EN 81-80, e la parte elettrica segue il D.M. 37/2008. Quando l’intervento rientra fra le modifiche costruttive dell’art. 2, comma 1, lett. m) del D.P.R. 162/1999 – come di norma avviene se si sostituisce il macchinario – il proprietario deve richiedere la verifica straordinaria prevista dall’art. 14: Enerlift prepara la documentazione tecnica e coordina la verifica con l’organismo incaricato.
Cinque cose da guardare per decidere
Il primo criterio è lo stato del vano e della struttura: se sono sani e utilizzabili, l’ammodernamento è praticabile. Il secondo è la sicurezza: per gli impianti esistenti ci sono regole tecniche dedicate al miglioramento, e un impianto datato può essere adeguato su punti specifici senza rifare tutto. Il terzo sono i consumi: con il retrofit EcoAlfa si dimezzano, come spieghiamo in Ascensore idraulico: quanto consuma. Il quarto sono affidabilità e ricambi: guasti ricorrenti e componenti introvabili spingono verso l’intervento. Il quinto sono disagi e tempi di fermo: un ammodernamento è meno invasivo, perché non richiede di rifare il vano.
Ascensori in zona sismica: perché conta non aggiungere masse in movimento
Con l’aggiornamento della classificazione sismica approvato dalla Regione nel 2022, 53 Comuni siciliani sono in zona 1, 306 in zona 2, 31 in zona 3 e uno solo in zona 4 (Regione Siciliana). È un contesto di cui tenere conto quando si sceglie fra ammodernare e sostituire.
Le indagini condotte dopo i terremoti indicano un punto debole ricorrente negli ascensori a fune: il contrappeso, la massa più pesante dell’impianto, che sotto le forze d’inerzia tende a uscire dalle guide e può urtare la cabina. Nel terremoto di Nisqually (Seattle, 2001) hanno riportato danni 504 dei 4.472 ascensori a fune esaminati, pari all’11,3%, con 224 contrappesi usciti dalle guide, contro 66 dei 3.176 ascensori idraulici, circa il 2% (dati riportati in E. İmrak, «L’effetto dei terremoti di Van sugli ascensori», Elevatori, novembre-dicembre 2012).
Un ascensore idraulico tradizionale si colloca nelle classi energetiche più basse della norma VDI 4707: l’impianto di riferimento era in classe E. Le soluzioni più diffuse per renderlo efficiente introducono una massa in movimento: un contrappeso meccanico, se l’idraulico viene sostituito da un impianto a fune, oppure una massa di equilibratura negli impianti idraulici bilanciati. EcoAlfa ha portato l’impianto di riferimento in classe A con un bilanciamento fluidodinamico, senza contrappeso meccanico né massa di equilibratura: l’ascensore resta idraulico e nel vano non si aggiungono masse in movimento.
La norma UNI EN 81-77, dedicata agli ascensori nuovi soggetti ad azioni sismiche, prevede requisiti specifici proprio per il contrappeso e la massa di equilibratura (punto 5.5): un impianto che non ne è dotato non è soggetto a quei requisiti. Si tratta di una norma armonizzata di applicazione volontaria, pensata per gli impianti nuovi; per un impianto esistente è un riferimento tecnico, e la categoria sismica dell’ascensore è determinata dal progettista in funzione dell’accelerazione di progetto del sito, non è una caratteristica che un prodotto possa dichiarare in astratto.
Come si decide in pratica
Si parte da un sopralluogo e da una diagnosi dell’impianto, poi si confrontano due preventivi – ammodernamento e sostituzione – riferiti allo stesso ascensore, così che l’assemblea, o il proprietario di casa, decida su numeri omogenei. Un confronto fatto su preventivi di impianti diversi non dice nulla.
Chi sostiene la spesa e in quanto tempo si ripaga
Il nodo, in condominio, è di solito chi sostiene la spesa e in quanto tempo la recupera. Come ESCo certificata UNI CEI 11352, Enerlift imposta l’intervento in modo che i conti siano chiari fin dal preventivo.
- Acquisto diretto: l’impianto è del condominio, che ne sostiene il costo – in proprio o con finanziamento – e può accedere alla detrazione per gli interventi di recupero edilizio (art. 16-bis TUIR), nei limiti e con le aliquote vigenti al momento del pagamento.
- Un investimento che si ripaga in tempi brevi: il costo del retrofit è una frazione di quello di una sostituzione, e a ripagarlo concorrono due voci. La prima è il risparmio in bolletta, che parte dal giorno dopo l’intervento: consumi elettrici dell’ascensore dimezzati e quota potenza ridotta, perché il contatore scende da 15 a 6 kW. La seconda è la detrazione fiscale, che restituisce a ciascun condòmino una parte della spesa in rate annuali. Il tempo di ritorno dell’investimento sul singolo impianto è calcolato nel preventivo, dopo l’analisi delle bollette, sui consumi misurati in sopralluogo e sulla detrazione effettivamente spettante.
Il risultato è garantito per contratto, con un importo garantito determinato impianto per impianto nel preventivo.
Dove le condizioni lo consentono si può abbinare un impianto fotovoltaico condominiale in autoconsumo collettivo o in comunità energetica: ne parliamo nella pagina ascensore a risparmio energetico e fotovoltaico. Per vedere cosa facciamo nel suo caso: Ascensori condominiali e piattaforme elevatrici oppure Ascensori domestici per case e ville; il servizio è descritto nella pagina Ammodernamento ascensori.
Non solo condomìni: RSA, case di cura, alberghi e B&B
Il retrofit vale per qualunque edificio con un ascensore o una piattaforma idraulica: oltre a condomìni e ville, residenze sanitarie assistenziali (RSA), case di riposo, case di cura, alberghi e B&B. In queste strutture l’ascensore fa molte corse al giorno, per cui il risparmio in euro è maggiore, ed è un servizio essenziale per ospiti e pazienti: due giorni di lavori, pianificabili nei periodi di minore occupazione, pesano molto meno delle settimane di cantiere di una sostituzione.
Dove operiamo
Enerlift ha sede a Termini Imerese e interviene in tutta la Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani. Fuori dalla Sicilia Enerlift opera attraverso la propria rete commerciale, su base progettuale.
Vuole sapere quanto può risparmiare il suo ascensore?
Condominio o villetta, albergo o B&B, RSA, casa di riposo o casa di cura, in qualsiasi provincia siciliana: ci descriva il suo impianto e le diremo se il retrofit EcoAlfa è praticabile e quanto può risparmiare.
Richieda un sopralluogo gratuito
Tel. 091 55 677 07 · info@enerlift.com
Domande frequenti
Ammodernare costa meno che sostituire?
Di norma sì, perché vano e struttura restano in opera e non si applicano integralmente i requisiti previsti per gli impianti nuovi. Il confronto va comunque fatto con due preventivi sullo stesso impianto.
L’ascensore resta fermo a lungo?
I lavori del retrofit EcoAlfa durano due giorni, contro le settimane di cantiere di una sostituzione integrale. Se è richiesta la verifica straordinaria, la rimessa in servizio si coordina con l’organismo di verifica e la pianifichiamo in anticipo.
Quanto si risparmia in bolletta?
Il retrofit EcoAlfa riduce del 50% i consumi elettrici dell’ascensore, come misurato sull’impianto di riferimento, passato dalla classe E alla classe A della VDI 4707. Si aggiunge il risparmio sulla quota potenza, perché il contatore scende da 15 a 6 kW. Il valore in euro per il suo impianto si quantifica dopo il sopralluogo.
Dopo l’ammodernamento l’ascensore ha le stesse prestazioni?
Sì: portata e velocità di cabina restano invariate.
Un ascensore idraulico è adatto in zona sismica?
Le indagini dopo i terremoti mostrano danni molto meno frequenti negli idraulici che negli impianti a fune, il cui punto debole è il contrappeso. EcoAlfa migliora l’efficienza senza aggiungere contrappeso né massa di equilibratura. La categoria sismica di ogni impianto resta comunque una valutazione del progettista sul sito specifico.
Vale anche per un ascensore o una piattaforma in villa, in una RSA o in un albergo?
Sì, per qualunque edificio con un ascensore o una piattaforma idraulica: abitazioni, condomìni, RSA, case di riposo, case di cura, alberghi e B&B. La fattibilità dipende dall’accessibilità del gruppo oleodinamico e si verifica in sopralluogo.
Serve una verifica dopo l’intervento?
Dipende dall’impianto. L’assenza di contrappeso e la dissipazione dell’energia in discesa penalizzano gli impianti idraulici tradizionali, ma il confronto va fatto caso per caso, su corse, altezza e tecnologia. EcoAlfa elimina proprio il primo dei due svantaggi, bilanciando il peso della cabina.
Si possono ridurre i consumi senza sostituire l’ascensore?
Sì, intervenendo sull’azionamento. È esattamente ciò che fa il retrofit.
Lavorate in tutta la Sicilia?
Sì, in tutte e nove le province.
Informazioni di carattere generale; non costituiscono consulenza tecnica, fiscale o legale. I valori di risparmio indicati sono stati misurati sull’impianto di riferimento; il risultato garantito è determinato per ciascun impianto nel preventivo, nei termini e nei limiti del contratto.