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Ascensore idraulico: quanto consuma e come ridurre i consumi del 50%

Ogni anno l’ascensore pesa sul rendiconto del condominio: c’è l’energia per muovere la cabina, c’è la luce che resta accesa, c’è il quadro di manovra che consuma anche quando nessuno lo usa. Quando le spese salgono, prima o poi in assemblea qualcuno chiede se si possa fare qualcosa, e chi amministra deve trovare una risposta concreta. Vale lo stesso per chi ha una villetta uni o bifamiliare con ascensore o piattaforma elevatrice idraulica e vede la differenza direttamente in bolletta. La buona notizia è che, se l’impianto è idraulico, nella maggior parte dei casi si può ridurre il consumo senza cambiare l’ascensore.

Enerlift S.r.l. è una ESCo – società di servizi energetici – certificata UNI CEI 11352 e interviene su ascensori e piattaforme elevatrici idrauliche esistenti con EcoAlfa®, il sistema di bilanciamento fluidodinamico coperto da brevetto europeo.
Il retrofit EcoAlfa riduce del 50% i consumi elettrici dell’ascensore: è il valore misurato sull’impianto di riferimento, che è passato dalla classe energetica E alla classe A secondo la norma VDI 4707, a parità di portata e velocità della cabina. I lavori durano due giorni, si svolgono sull’impianto esistente e non richiedono opere edili nel vano. Quanto vale questo risultato in euro per il suo impianto si stabilisce dopo il sopralluogo, gratuito e senza impegno, e viene indicato per iscritto nel preventivo.

Perché un ascensore idraulico consuma così tanto

In un ascensore idraulico, detto anche oleodinamico, la cabina sale perché una centralina – motore elettrico e pompa – spinge olio in pressione nel cilindro. Negli impianti idraulici tradizionali non c’è alcun contrappeso: in salita il motore deve sollevare da solo l’intero peso di cabina, pistone e passeggeri, mentre in discesa la cabina scende per gravità attraverso una valvola e l’energia accumulata si dissipa in calore nell’olio. Per questo il motore ha una potenza di targa elevata e il contatore dell’ascensore viene dimensionato di conseguenza, spesso sui 15 kW: molto più di quanto servirebbe se il peso della cabina fosse bilanciato.

A questo si aggiungono gli sprechi di tutti i giorni: il quadro di manovra, il display e la ventilazione restano alimentati anche senza corse, le lampade non LED restano accese in continuo e un gruppo oleodinamico datato lavora con rendimenti più bassi e scalda di più l’olio.

Quanto pesa l’ascensore sui consumi dell’edificio

Non esiste un valore unico, perché contano numero di corse giornaliere, altezza, portata, età e stato dell’impianto. Come ordine di grandezza, secondo ENEA in un edificio adibito a uffici l’ascensore rappresenta in media circa il 5% del consumo elettrico complessivo, e in Italia ne sono installati circa 900 mila tra abitazioni e uffici (ENEA, via QualEnergia). In un condominio residenziale, dove i consumi delle parti comuni si limitano spesso a luci scale e autoclave, il peso dell’ascensore sulla bolletta condominiale può essere sensibilmente più alto. Sono comunque medie riferite a un patrimonio molto eterogeneo: il consumo reale del singolo impianto si misura in sopralluogo ed è l’unico numero su cui ha senso costruire una decisione.

Come si riducono i consumi dell’ascensore

Ci sono interventi semplici che aiutano: illuminazione LED con spegnimento automatico quando la cabina è ferma, una gestione più attenta dello stand-by del quadro di manovra e una manutenzione regolare, che peraltro è obbligatoria insieme alla verifica periodica biennale prevista dal D.P.R. 162/1999. Si tratta però di interventi marginali. Il margine più grande sta nel cuore dell’impianto, cioè nell’azionamento, ed è qui che entra in gioco il retrofit.

Cos’è il retrofit EcoAlfa e perché dimezza i consumi

Il retrofit, o ammodernamento, è l’aggiornamento di un impianto già installato con componenti di nuova generazione, senza rifarlo da zero. Su un ascensore idraulico significa intervenire sul gruppo di azionamento mantenendo vano, cabina, porte e guide. Non è un lavoro estetico: è un intervento sull’energia.

EcoAlfa agisce sulla causa del consumo: introduce un controbilanciamento fluidodinamico del peso della cabina, senza contrappeso meccanico, così che il motore non debba più sollevare da solo l’intero carico. Ne derivano un motore di taglia inferiore e una potenza impegnata più bassa, con le stesse prestazioni di portata e velocità.

I numeri dell’impianto di riferimento

ParametroPrima del retrofitDopo il retrofit EcoAlfa
ImpiantoAscensore idraulico, 4 fermate, 450 kg, 0,60 m/sStessa portata e stessa velocità
Consumi elettrici dell’ascensore100%50% (−50%)
Classe energetica VDI 4707EA
Potenza di targa del motore7,7 kW4 kW
Potenza impegnata del contatore15 kW6 kW
Durata dei lavori—2 giorni

La riduzione della potenza impegnata ha un effetto che spesso sfugge. In bolletta una parte del costo, la quota potenza, si paga in euro per ogni kW impegnato, ogni mese, indipendentemente da quante corse fa l’ascensore. Passare da 15 a 6 kW riduce questa voce del 60%: è un risparmio che si somma a quello sull’energia e non dipende dall’uso dell’impianto. Dopo l’intervento la riduzione della potenza contrattuale va chiesta al fornitore di energia; Enerlift assiste l’amministratore o il proprietario nella richiesta.

Se invece l’ascensore è alimentato dalla stessa fornitura delle altre utenze comuni, anziché da un contatore dedicato, la potenza che smette di impegnare resta disponibile per altri usi – autoclave, pompe di calore, ricarica di veicoli elettrici – senza dover chiedere un aumento di potenza e pagare il relativo contributo.

I vantaggi pratici sono tre. Prima di tutto l’ascensore non si cambia: resta lo stesso, con la stessa portata e la stessa velocità. Poi i lavori durano due giorni, non settimane come in una sostituzione integrale. Infine il risparmio è doppio: sull’energia, perché i consumi si dimezzano, e sul costo dell’opera, perché vano, cabina e struttura restano quelli esistenti e non vanno rifatti.

L’intervento è progettato ed eseguito secondo la UNI 10411-2:2024, per gli ascensori idraulici installati prima della Direttiva Ascensori, o la UNI 10411-12:2024, per quelli già conformi alla Direttiva, con la dichiarazione di conformità prevista dal D.M. 37/2008 per la parte elettrica. Quando, come di norma avviene con la sostituzione del motore, l’intervento rientra fra le modifiche costruttive dell’art. 2, comma 1, lett. m) del D.P.R. 162/1999, il proprietario deve richiedere la verifica straordinaria prevista dall’art. 14: Enerlift prepara la documentazione tecnica e coordina la verifica con l’organismo incaricato.

Quanto si risparmia e come si calcola

Il risparmio annuo ha due componenti, che si sommano:

  • energia: consumo annuo dell’ascensore in kWh × 50% × prezzo del kWh;
  • potenza: kW di potenza impegnata in meno (9 kW nell’impianto di riferimento, da 15 a 6) × costo annuo per kW della quota potenza.

Il consumo di partenza si misura in sopralluogo e i prezzi sono quelli del contratto di fornitura in essere: per questo Enerlift quantifica il risultato sul singolo ascensore e lo mette nero su bianco nel preventivo.

In condominio la spesa per l’energia dell’ascensore è ripartita secondo la tabella dell’ascensore, quindi il risparmio si ritrova nel rendiconto di ciascun condòmino. In una villetta si vede direttamente nella bolletta del proprietario, e a casa contano anche una marcia più fluida e silenziosa e un olio che non si surriscalda. Una volta ridotti i consumi, un piccolo impianto fotovoltaico può coprire la quota residua: ne parliamo nella pagina ascensore a risparmio energetico e fotovoltaico.

In una casa privata la potenza impegnata conta due volte

Nelle abitazioni uni e bifamiliari la riduzione di potenza produce un effetto ulteriore, che in condominio non c’è. Un elevatore idraulico tradizionale porta facilmente la potenza impegnata dell’abitazione oltre i 6 kW. Questo significa chiedere al distributore un aumento di potenza, con il relativo contributo una tantum; pagare una quota potenza più alta per tutta la vita dell’impianto; e, ai sensi dell’art. 5, comma 2, lett. a) del D.M. 37/2008, far redigere il progetto dell’impianto elettrico da un professionista iscritto all’albo.

Con EcoAlfa la potenza richiesta dall’ascensore si riduce e, negli impianti domestici, può scendere fino a 3 kW in monofase: in molti casi l’abitazione può così restare entro i 6 kW. In quel caso il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice – lo facciamo noi, insieme alla dichiarazione di conformità – e il proprietario non deve incaricare alcun tecnico esterno. Due precisazioni: la soglia si riferisce alla potenza impegnata dell’intera abitazione e non del solo ascensore, e per le unità abitative oltre 400 m² il progetto del professionista è comunque obbligatorio. Lo verifichiamo in sopralluogo, prima di scriverlo nel preventivo.

Chi sostiene la spesa e in quanto tempo si ripaga

In condominio l’intervento si presenta con una relazione tecnica e un preventivo chiari, così che l’assemblea abbia dati su cui decidere e chi vuole risparmiare possa chiedere di metterlo all’ordine del giorno. Il punto che sblocca la decisione è quasi sempre uno: chi sostiene la spesa e in quanto tempo la recupera. Come ESCo certificata UNI CEI 11352, Enerlift imposta l’intervento in modo che i conti siano chiari fin dal preventivo.

  • Acquisto diretto: l’intervento è del condominio o del proprietario, che ne sostiene il costo – in proprio o con finanziamento – e può accedere alla detrazione per gli interventi di recupero edilizio (art. 16-bis TUIR), nei limiti e con le aliquote vigenti al momento del pagamento.
  • Un investimento che si ripaga in tempi brevi: il costo del retrofit è una frazione di quello di una sostituzione, e a ripagarlo concorrono due voci. La prima è il risparmio in bolletta, che parte dal giorno dopo l’intervento: consumi elettrici dell’ascensore dimezzati e quota potenza ridotta, perché il contatore scende da 15 a 6 kW. La seconda è la detrazione fiscale, che restituisce una parte della spesa in rate annuali. Il tempo di ritorno dell’investimento sul singolo impianto è calcolato nel preventivo, dopo l’analisi delle bollette, sui consumi misurati in sopralluogo e sulla detrazione effettivamente spettante.

Il risultato è garantito per contratto, e l’importo garantito è determinato impianto per impianto nel preventivo, nei termini e nei limiti del contratto. Il lavoro è eseguito da personale abilitato e coordinato con la ditta che già si occupa della manutenzione, senza complicazioni per chi amministra.

Fotovoltaico e autoconsumo collettivo: dove l’ascensore diventa un’opportunità

Dopo aver ridotto i consumi dell’ascensore, il passo successivo è produrre da sé una parte dell’energia che serve al condominio. Qui entrano in gioco le configurazioni di energia condivisa: le comunità energetiche rinnovabili (CER) e, per un singolo edificio, il gruppo di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, spesso chiamato autoconsumo collettivo (AUC). Il meccanismo è questo: un impianto fotovoltaico produce energia, i partecipanti la consumano, e l’energia condivisa nella stessa ora è premiata dal GSE con una tariffa incentivante riconosciuta per vent’anni, secondo il D.M. MASE 414/2023.

Per l’autoconsumo collettivo in condominio non serve costituire una nuova società, ma non basta un accordo informale. L’assemblea delibera la partecipazione del condominio e la destinazione della copertura all’impianto – passaggio che conviene affrontare prima e non dopo – e approva un regolamento di ripartizione dei proventi; i partecipanti nominano un referente, che può essere un soggetto terzo come una ESCo. L’adesione dei singoli condòmini con le proprie utenze è volontaria e ciascuno conserva il diritto di scegliere il proprio fornitore e di recedere.

Perché parlarne qui? Perché l’ascensore è un consumo continuo delle parti comuni: ridurlo con il retrofit e alimentarlo in parte con il fotovoltaico condominiale significa tagliare la bolletta da due lati. Enerlift può realizzare l’impianto come produttore terzo e segue costituzione della configurazione, rapporti con il GSE, misura, ripartizione dei proventi e rendicontazione annuale ai partecipanti, per l’intera durata dell’incentivo. Condizioni, potenza dell’impianto e disponibilità degli incentivi si verificano caso per caso, in sede di preventivo.

Quando conviene intervenire

Se l’impianto è datato, il motore è sovradimensionato per la mancanza del contrappeso, i consumi crescono o i guasti sono frequenti, conviene valutare l’ammodernamento prima della sostituzione completa. Il caso più favorevole è quello degli edifici fino a quattro piani, con corsa breve e vano già adatto. Se ha una piattaforma elevatrice idraulica, la fattibilità dipende dall’accessibilità del gruppo oleodinamico e si verifica in sopralluogo. Per confrontare le due strade c’è l’articolo Ammodernare o sostituire l’ascensore e la pagina Ammodernamento ascensori.

EcoAlfa in alberghi, RSA, case di riposo e case di cura

Il retrofit EcoAlfa non riguarda solo condomìni e abitazioni private. Nelle strutture con molte corse giornaliere – alberghi e B&B, RSA (residenze sanitarie assistenziali), case di riposo, case di cura e uffici – l’ascensore lavora per molte ore al giorno e i consumi di marcia sono più alti: a parità di riduzione percentuale, il risparmio in euro è maggiore e l’investimento rientra prima. In queste strutture, dove l’ascensore è un servizio essenziale per ospiti e pazienti, conta anche la brevità del fermo: i due giorni di lavori si pianificano nei periodi di minore occupazione.

Dal sopralluogo all’ascensore rinnovato

Si parte da un sopralluogo, in cui rileviamo impianto, gruppo oleodinamico, quadro di manovra e stato del vano. Segue una stima scritta di consumi e risparmio, poi il preventivo con voci e tempi, l’intervento sull’impianto esistente e la consegna con le indicazioni per la manutenzione successiva. Per essere più rapidi, al primo contatto tenga a portata di mano il tipo di impianto – ascensore o piattaforma – e l’anno di installazione, il numero di piani e la portata riportata in targa, qualche bolletta elettrica e una foto del quadro di manovra.

Dove operiamo

Enerlift ha sede a Termini Imerese e interviene in tutta la Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani. Fuori dalla Sicilia Enerlift opera attraverso la propria rete commerciale, su base progettuale. Scopra chi siamo.

Per vedere cosa facciamo nel suo caso: per i palazzi c’è la pagina Ascensori condominiali e piattaforme elevatrici, per le abitazioni uni e bifamiliari la pagina Ascensori domestici e piattaforme elevatrici per case e ville.

Domande frequenti

Quanto consuma un ascensore idraulico?

Dipende da numero di corse, corsa, portata ed età dell’impianto, per cui va misurato sul posto. Di certo un idraulico tradizionale, senza contrappeso, richiede un motore e un contatore di potenza elevata, spesso 15 kW. Con il retrofit EcoAlfa i consumi elettrici dell’ascensore si riducono del 50%

Come risparmiare sulla bolletta del condominio se c’è un ascensore idraulico?

Misurando prima il consumo reale dell’impianto e poi intervenendo su illuminazione, stand-by e, soprattutto, sull’azionamento con un retrofit, che riduce sia i kWh sia la potenza impegnata. La spesa dell’ascensore è ripartita tra i condòmini, quindi il risparmio si vede nel rendiconto.

Cos’è il retrofit di un ascensore?

È l’ammodernamento dell’impianto esistente: si interviene sui componenti principali del sistema di azionamento mantenendo vano, cabina, porte e guide. Nel caso idraulico è l’intervento con il maggior effetto sui consumi.

Quanto si risparmia?

Il retrofit EcoAlfa riduce del 50% i consumi elettrici dell’ascensore, come misurato sull’impianto di riferimento, passato dalla classe E alla classe A della norma VDI 4707. A questo si aggiunge la minore quota potenza in bolletta, perché il contatore scende da 15 a 6 kW. L’effetto in euro sul suo impianto si quantifica dopo il sopralluogo e viene indicato nel preventivo.

Quanto resta fermo l’ascensore?

I lavori durano due giorni. Portata e velocità restano invariate e non si eseguono opere edili nel vano. Se l’intervento richiede la verifica straordinaria, la rimessa in servizio si coordina con l’organismo di verifica e la pianifichiamo in anticipo per ridurre il fermo al minimo

Ammodernare conviene rispetto a sostituire?

Dipende da stato del vano, sicurezza ed età dell’impianto: lo approfondiamo in Ammodernare o sostituire l’ascensore.

Un ascensore idraulico consuma più di uno elettrico?

Dipende dall’impianto. L’assenza di contrappeso e la dissipazione dell’energia in discesa penalizzano gli impianti idraulici tradizionali, ma il confronto va fatto caso per caso, su corse, altezza e tecnologia. EcoAlfa elimina proprio il primo dei due svantaggi, bilanciando il peso della cabina.

Si possono ridurre i consumi senza sostituire l’ascensore?

Sì, intervenendo sull’azionamento. È esattamente ciò che fa il retrofit.

Vale anche per la piattaforma elevatrice di casa?

Sì, se l’impianto è idraulico. La fattibilità dipende dall’accessibilità e dal dimensionamento del gruppo oleodinamico e si verifica in sopralluogo.

Lavorate in tutta la Sicilia?

Sì, in tutte e nove le province.

Informazioni di carattere generale; non costituiscono consulenza tecnica, fiscale o legale. I valori di risparmio indicati sono stati misurati sull’impianto di riferimento; il risultato garantito è determinato per ciascun impianto nel preventivo, nei termini e nei limiti del contratto.

Dove Operiamo

Ammoderniamo ascensori in tutta la Sicilia

Dalla nostra sede di Termini Imerese raggiungiamo ogni provincia dell’isola. Scopri il servizio nella tua zona.

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